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Scrittura - Lettura

By Alessandro / Leggo, pillole-leggo

2018

Maggio

02

Donato Carrisi – La ragazza nella Nebbia

Donato Carrisi – La ragazza nella Nebbia

Devo ammetterlo: i libri di Carrisi si leggono alla velocità della luce. Lui ha questa capacità di tenerti lì sulle pagine e di farti continuare a leggere per sapere cosa succede dopo, e questo, per uno scrittore di thriller, rappresenta il 99.9% del “desiderata” del lettore. Il restante 0.01% è solamente editing!

“La ragazza nella Nebbia” mi ha riportato alle vicende di Yara Gambirasio. Per chi non ricordasse il caso, ve lo riporto alla memoria tramite wikipedia:

L’omicidio di Yara Gambirasio (21 maggio 1997 – 26 novembre 2010) è un caso di cronaca nera che ha visto vittima una ragazza tredicenne di Brembate di Sopra (BG), scomparsa il 26 novembre 2010. Il caso ha assunto una grande rilevanza mediatica, oltre che per la giovane età della vittima, per l’efferatezza del crimine e per diversi avvenimenti nel corso delle indagini, come l’arresto e il successivo proscioglimento di un primo sospettato, le circostanze del ritrovamento del corpo e le complesse modalità per l’individuazione dell’omicida. Il relativo procedimento giudiziario è giunto al secondo grado di giudizio nel luglio 2017, confermando la sentenza di condanna all’ergastolo pronunciata in primo grado il 1° luglio 2016 nei confronti di Massimo Giuseppe Bossetti, riconosciuto come unico colpevole.

Carrisi denuncia senza mezzi termini i mass media. Il personaggio di Vogel è davvero antipatico. Lo vorresti prendere a calci nelle palle dall’inizio alla fine. Carrisi riesce nell’intento di creare un cattivo di stampo multimediale. Un cattivo capace di manipolare i media a suo uso e consumo senza badare troppo alle implicazioni morali che le sue azioni generano sulla gente.

La scrittura è fluida e, come già accennato, nonostante le quasi quattrocento pagine, il romanzo si legge molto velocemente. Una scrittura molto televisiva figlia dell’esperienza come sceneggiatore da parte di Carrisi che, tra l’altro, si ritroverà a firmare la regia e (appunto) la sceneggiatura dell’adattamento cinematografico del romanzo. Un film che vede tra i protagonisti Tony Servillo e Jean Reno.

Quando l’ho incontrato a “Tempo di Libri” qualche mese fa, Carrisi mi ha detto che girare il film è stata davvero una faticaccia, e che la differenza che passa tra realizzare un buon libro e un buon film sta solamente nel budget. Fare un buon film richiede un capitale notevole.

A questo punto direi proprio che mi concederò alla visione del film.

7/10

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