Alessandro Casalini - Sito Ufficiale - Benvenuti

Scrittura - Lettura

By Alessandro / Leggo, pillole-leggo

2018

Giugno

26

Massimiliano Governi – Il Calciatore

Massimiliano Governi – Il Calciatore

Uccidere il proprio allenatore di calcio dopo più di vent’anni a causa di una esclusione da una partita. Ok, non una partita qualunque: la finale del campionato giovanissimi della Lazio giocata allo Stadio Olimpico, prima della gara che avrebbe consegnato alla squadra “dei grandi” il primo scudetto della sua storia. Il protagonista del romanzo si chiama proprio Massimiliano Governi, esattamente come l’autore di questo strano ma estremamente godibile romanzo.

L’attesa di Governi all’interno di una Fiat Cinquecento davanti alla casa del suo ex-allenatore, tra psicosi e ricordi di gioventù, fa crescere l’ansia nel lettore. Davvero si può decidere di far fuori una persona per così poco? Oppure è solamente il pretesto per mandare all’aria una vita già, di fatto, alla deriva?

Massimiliano era un “ragazzino bersaglio”. Tutti lo prendevano in giro per le sue allergie che gli provocavano sequenze interminabili di starnuti, e tutti lo deridevano ancor di più quando, dopo l’allenamento, faceva la doccia in mutande, visto che lui, ancora, non aveva nessun pelo da sfoggiare a differenza dei suoi compagni già sviluppati.

Un padre scappato di casa e una madre morta prematuramente, unito al difficile rapporto con gli altri, creano una sorta di bomba a orologeria che vent’anni più tardi è pronta a detonare all’interno di quella Fiat Cinquecento.

Basta con i ricordi, è ora di agire: Massimiliano abbandona l’auto e si dirige verso il portone d’ingresso della casa del suo ex-allenatore.

E’ un buon libro che si legge molto velocemente, lo consiglio a tutti gli amanti delle storie senza troppi fronzoli; non a caso Governi è uno sceneggiatore e, in questo libro, emerge la scrittura diretta che assume a tratti, un carattere tipicamente cinematografico.

7/10

Quarta di Copertina:

“12 maggio 1994. È strano ritrovarsi dentro questa macchina, venti anni dopo, con una foto sbiadita fra le mani – aspettando di uccidere il mio ex allenatore di calcio, Mario Malatrasi.

È strano guardarsi dopo tanto tempo e vedere una specie di Charles Manson: le guance smagrite, la barbetta incolta, gli occhi spiritati riflessi nello specchietto dell’auto.

È strano tutto questo ma è così”.

Roma. Un uomo di trent’anni se ne sta chiuso in una Cinquecento davanti a un palazzone della Garbatella. Continua a ingoiare psicofarmaci a forma di sottomarino, le sue yellow submarine: delira o forse è lucido, troppo lucido. Aspetta che passi Mario Malatrasi, il suo vecchio allenatore di calcio. Vuole ucciderlo perché colpevole di averlo messo fuori squadra, quando giocava nelle giovanili della Lazio e si trattava di concedere anche a lui la gloria dello Stadio Olimpico gremito di spettatori, in una partita amichevole subito prima dell’incontro che avrebbe consegnato alla squadra dei grandi il primo scudetto della sua storia. L’uomo nell’auto ha deciso di vendicarsi, di aggredire, di esplodere dopo anni di rancori, frustrazioni, impotenze. Tutto il racconto, come una rovesciata in campo, disegna una parabola all’indietro nel tempo: l’io narrante, tagliato fuori dal gioco dell’esistenza, lo riprende, quel gioco, cerca il bersaglio del suo tiro, punta l’avversario per annientarlo come nemico, per far esplodere la rabbia, l’odio, per liberare una qualsiasi energia, anche fragile ma che non sia il nulla.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  • Alessandro Casalini - Sito Ufficiale - Benvenuti
  • Alessandro Casalini - Sito Ufficiale - Benvenuti
  • Alessandro Casalini - Sito Ufficiale - Benvenuti

Alessandro Casalini - Privacy Policy - Gestione Consenso Cookie
Copyright © 2020