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Scrittura - Lettura

By Alessandro / Leggo, pillole-leggo

2018

Febbraio

02

Donato Carrisi – L’uomo del Labirinto

Donato Carrisi – L’uomo del Labirinto

Finalmente un finale degno del buon David Lynch!

Non leggevo Carrisi dai tempi de “Il Tribunale delle anime”, un po’ perché nel frattempo mi sono dedicato ad altri generi, un po’ perché il filone intrapreso da questo bravo autore italiano mi sembrava un tantino ripetitivo. Questo Natale però nel momento in cui ho distribuito le consegne pro-regali, ho commissionato a mia suocera proprio questo romanzo. Così una decina di giorni fa ho cominciato con la lettura, portata a termine ieri sera.

Il romanzo è lungo 390 pagine, ma l’impaginazione e il font utilizzato, lo fanno sembrare più lungo di quanto in realtà non sia. Diciamo che in un formato “più normale” (che brutta definizione!) la lunghezza si aggirerebbe intorno alle 250 pagine.

L’autore sa scrivere, non c’è altro da dire. Donato Carrisi ha il potere di tenerti incollato alla trama parola dopo parola, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. Tuttavia mentre leggevo, una vocina continuava a ripetermi che nonostante tutto, il filone rimaneva sempre quello, magari non scontato come altri, ma comunque pieno zeppo di elementi già noti.

Poi però, da grande fan di Philip K. Dick quale sono, a un certo punto ho iniziato a pensare che, forse, c’era qualcosa di più al di là di quella camera d’ospedale. Qualcosa che il buon Donato stava cucinando a fuoco lento. Qualcosa che ci avrebbe regalato un finale con il botto. Non a caso ho citato Dick – indiscusso padre della Fantascienza – dato che buona parte dei suoi lavori tratta proprio il tema di cosa sia reale e di cosa, invece, non lo sia, al di là delle apparenze.

Quindi, tanto di cappello a Carrisi che, prendendosi una certa dose di rischio, ci regala un finale fuori dagli schemi. Un finale che non piacerà di certo a tutti, e che farà discutere, ma che a mio avviso, fa salire di livello l’impianto narrativo di questo suo ultimo lavoro. Una storia che, a un certo punto, sembrava indirizzata verso il più classico degli happy ending. Il genere di finale che, passatemi il francesismo, ha un po’ rotto le palle!

Bravo!

Consigliato agli amanti del genere.

8/10

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