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Scrittura - Lettura

Stephen King – Dance Macabre

Ho rimandato la lettura di questo saggio di King per almeno venticinque anni! Poi, quando è uscita la nuova versione edita da Frassinelli, a cura di Giovanni Arduino, l’ho acquistata (Natale 2016). Una volta raggiunta la mia zona “libri da leggere”, il tutto è rimasto a stagionare per un altro anno e mezzo abbondante, poi, la settimana scorsa, prima di partire per una settimana sull’isola di Kos in Grecia, mi sono detto :”Dai, forza, se non lo leggi stavolta, non lo leggi più!”. Così, ho infilato Dance Macabre nella valigia e me lo sono letto in una settimana durante i sonnellini pomeridiani di mia figlia Giulia.

King che scrive un saggio sull’horror nel lontano 1981… cinema, libri, e tv. Da Lovecraft, fino a Kubrick, passando per Hitchcock, Bradbury, Bloch, e ancora: Dracula, Frankenstein, Lupi Mannari e, chi ne ha, più ne metta.

In definitiva direi che non è male. Lo si legge tranquillamente anche se, la miriade di riferimenti a registi, film, romanzi, serie tv, rischia di generare un po’ di confusione nella mente del lettore non “fanatico” del genere. Mi ritengo uno a cui l’horror piace, anche se non più come una volta. Del buon King continuo ad acquistare ogni uscita, ben consapevole del fatto che, di “roba buona” oramai, ne partorisce sempre meno (a mio avviso, gli ultimi lavori degni di nota dello Zio, sono 22/11/’63 e The Dome). Qualche anno fa (o forse decennio!) leggevo Clive Barker, un autore che poi ho abbandonato visto che in Italia per un lungo periodo, non è stato stampato più nulla fino a quando, circa un anno fa, la Indipendent Legions Publishing (https://www.independentlegions.com/) ha acquisito i diritti di pubblicare le sue opere più recenti.

Ma torniamo a Dance Macabre.

Direi che è un libro che consiglio ai soli cultori del genere, nemmeno a tutti i fan di King, visto che, oltre che seguire il Re, in questo caso, bisogna essere appassionati del genere e della NON fiction in generale. Dentro alle pagine, tra le tante citazioni, ci troverete anche un po’ di auto-celebrazione sulle opere di King stesso che, al momento della scrittura dell’opera (1981), ammontavano a 9:

Carrie
Salem’s Lot
The Shining
Rage (Richard Bachman)
The Stand
Night Shift
The Long Walk (Richard Bachman)
The Dead Zone
Firestarter

 

7/10

Quarta di Copertina:

Un’opera che è diventata un piccolo classico, un cult, nella quale un autore a sua volta di culto celebra l’horror definendone gli archetipi in una ridda in cui danzano, tenendosi per mano, letteratura e z-movies, leggende metropolitane e cinema d’autore, serie Tv, fumetti e perfino le figurine. L’approccio apparentemente acritico, dichiaratamente soggettivo, sbarazza il “professor” King da ogni accademismo, lasciandolo libero di esprimere il suo punto di vista. Un testo profondo e lieve allo stesso tempo, un saggio che, ben lungi dall’aderire al genere, è piuttosto un possente amarcord. E, per gli appassionati, un’occasione per sbirciare sotto il mantello del Re. Del brivido.

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