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Scrittura - Lettura

By Alessandro / Leggo, pillole-leggo

2018

Agosto

06

Dave Eggers – L’opera Struggente di un Formidabile Genio

Dave Eggers – L’opera Struggente di un Formidabile Genio

Non mi è arrivato.

Partiamo dal fatto che Eggers mi piace. Ologramma per il Re, Eroi della Frontiera, Il Cerchio. Bei romanzi. Non c’è che dire. Questa “Opera Struggente…” però, sarà che è talmente autobiografica, sarà che è stato il suo primo romanzo, sarà che mi sembra un po’ troppo pieno di virtuosismi letterari (non a caso rimossi nei suoi lavori successivi) non mi è piaciuta. Certo, ci sono delle parti interessanti, anzi, forse sarebbe più corretto dire toccanti. In fondo, perdere entrambi i genitori a causa del cancro, a poco più di vent’anni, e per di più nel giro di un mese, credo possa considerarsi una delle disgrazie familiari peggiori che un figlio possa sperimentare. Se poi, oltre al lutto, il buon Dave, si ritrova anche e soprattutto, a dover fare da madre e padre al fratellino Toph di soli otto anni, beh, allora la questione si fa davvero seria.

Le prime cento pagine del romanzo raccontano la perdita dei genitori e, a mio avviso, risultano quelle più azzeccare. Poi, però, il romanzo perde di ritmo e, in alcuni tratti, risulta addirittura noioso. Ci sono situazioni al limite del grottesco, ci sono amici strampalati con i quali Dave vive avventure a dir poco strane e, in background, la nascita della rivista “Might” della quale è stato co-fondatore.

Forse sapere che si tratta di una storia tra la fiction e la NON fiction mi ha un po’ condizionato. Leggere una storia tragicomica, è sapere che buona parte (per non dire la quasi totalità) delle vicende narrate, sono accadute veramente, almeno per quanto mi riguarda, mi impone un atteggiamento più guardingo. Qui siamo di fronte a qualcosa di ibrido che si colloca tra il resoconto di un periodo di vita dell’autore, e un’opera di fiction, dove – lo dichiara lo stesso Eggers nella prefazione – i fatti sono stati riportati “più o meno” fedelmente. E’ quel “più o meno” che mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca.

Consiglio questo libro a tutti coloro ai quali piace leggere opere tra il vero e il “meno vero”. Opere che camminano in punta di piedi su un filo posto a venti metri di altezza. Ovviamente senza rete di protezione sotto!

6/10

Quarta di Copertina:

Nel duro inverno di Chicago una famiglia borghese viene travolta nel giro di pochi giorni da un duplice lutto, e il ventiduenne Dave si trova di colpo a fare da madre e padre al fratellino Toph, di otto anni. Ma Dave vende la casa e sale in macchina, diretto verso il sole della California, trasformando un evento devastante nell’inizio di una nuova, elettrizzante vita piena di libertà.

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