Alessandro Casalini - Benvenuti

Scrittura - Lettura

In Principio era… il Vinile

Titolo: in Principio era… il Vinile
Anno: 2026
Genere: Narrativa, Ironico
Casa Editrice: Amazon Publishing
Prima edizione: Settembre 2026
Formato: eBook / Copertina Flessibile / Copertina Rigida


Quarta di Copertina:

Cesenatico, Giugno 1988

Dopo un concerto improvvisato a una festa di fine anno scolastico, Tata e Hi-Fi, sognatori diciottenni di professione, decidono di unire le forze e realizzare il loro sogno più grande: aprire il primo negozio di dischi del paesello.

Ma a diciott’anni i soldi in tasca sono pochi, anzi, pochissimi, e quando i genitori hanno le idee fin troppo chiare riguardo al futuro dei propri figli, la faccenda si fa dura, anzi, durissima.

Non c’è via d’uscita, se non “farla da sotto”, cioè portare avanti il progetto “negozio di dischi” tenendo all’oscuro mamma e papà.
Il piano è semplice: prima il diploma, poi il negozio. Tata e Hi-Fi si stringono la mano e mettono tutto nero su bianco, con tanto di data di apertura e firme in calce, pronti per una battaglia che insegnerà loro quanto sudore occorre versare per ottenere ciò che si vuole davvero.

Dalla loro parte si schiereranno l’Olandese, mastodontico tuttofare in forza alla Dimar di Rimini, la “Mecca della musica”, e il Generale, un ex militare dell’esercito in pensione, cieco e fuori di testa, deciso più che mai a sperperare tutti i suoi soldi in dischi rari e sesso a pagamento. E infine il quinto elemento, Plutarco, un piccoletto gobbo e spelacchiato sul quale girano voci leggendarie, tipo aver suonato sul palco dei Pink Floyd a Venezia per via di un malore occorso a David Gilmour.

Sarà proprio Plutarco a mettere sul piatto di Tata e Hi-Fi una proposta indecente ma irrinunciabile, e loro, ormai alle strette…

Tra situazioni rocambolesche al limite del possibile e personaggi felliniani, “In principio era… il Vinile” è un viaggio da gustare “a tutto volume” che racconta di amicizia, di passione per la musica e di ricerca della felicità. Ma anche di rapporti difficili tra genitori e figli e di visioni differenti del futuro, comunque incerto, a prescindere che tu abbia diciotto o cinquant’anni.

Ma, più di ogni altra cosa, questa storia racconta di sogni di gioventù: ovviamente ad Alta Fedeltà!

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