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Scrittura - Lettura

By Alessandro / news

2014

Settembre

30

Dal Vinile a Spotify passando per Napster

Siete mai stati all’interno di uno quei negozietti in cui si vendono solamente vinili ?
Montagne di dischi più o meno preziosi che racchiudono al loro interno storie di musica, trasgressione, successi, insuccessi, vita, morte e molto altro ancora. Beh, io ci sono stato parecchie volte e ancora oggi ricordo quell’odore inconfondibile di carta, plastica, vinile e musica.
Il vagare tra gli scaffali alla ricerca del disco perfetto (o perlomeno perfetto per il budget di cui eri a disposizione) il movimento rapido e chirurgico dell’indice e del medio mentre scorrono i vinili, il panico di vedere l’oggetto del tuo desiderio (settimanale) nelle mani di qualcun’altro.

Fanatismo ?!
Non direi.

Lo definirei piuttosto come un qualcosa di intimo, magico, profondo; un qualcosa in grado di unire e dividere, ma allo stesso tempo di mettere tutti d’accordo. Ami il Jazz ? il Rock ? l’Heavy Metal ? oppure la Tecno ? Non è questo il punto. Il nocciolo della questione sta un po’ più in fondo. Ami la musica ? Sì. That’s all folks! Direbbero negli States, “E questo è tutto ragazzi!”.

Oggi il vinile sta ritornando di moda. Questo è un dato di fatto. Se acquisti vinile sei figo, il messaggio risuona forte e chiaro nell’etere e all’interno della fibra ottica.
Torniamo all’analogico tuonano i media. Questo mondo (oramai più che) digitale ci ha un po’ rotto le palle. Vogliamo rivivere le sfumature, basta con questi bruschi salti dall’uno allo zero (e viceversa) in cui si rischia di cadere e farsi male. Pensa “smooth”. Lasciati scivolare sulla cresta di un’onda sonora chiudendo gli occhi e viaggiando alla velocità della luce. Questo è ciò che la gente vuole provare. Sfumature.

Sì, il vinile sta veramente ritornando di moda. Ma proviamo a tornare indietro di qualche anno.

Duemila e uno. Il walkman ha appena ceduto (suo malgrado) lo scettro del potere all’Ipod, il CD è stato scalzato dall’mp3 e gli storici negozi di dischi sono stati presi a calci nel sedere da una tecnologia piccola e subdola capace nel giro di qualche anno di sconvolgere le regole del music business.
Napster rappresenta l’inizio di tutto questo. Un nuovo modo di recuperare e condividere musica senza spendere un soldo. E’ ovviamente illegale, ma questo non conta. Quello che conta è che per gli appassionati di musica è arrivato dal nulla un nuovo paese dei balocchi.
Cesenatico. Riviera Romagnola. Settembre duemila e uno.
Tata e Hi-Fi sono i proprietari del VinylStuff, un negozietto che vende esclusivamente vinili e che cerca di sopravvivere all’onda d’urto prodotta dalla rivoluzione digitale della musica.
Sono i giorni in cui Napster si trova all’apice della sua espansione, i giorni dove milioni di utenti scaricano quotidianamente e illegalmente miliardi e miliardi di bytes in formato mp3, i giorni in cui la diffusione virale del fenomeno sta di fatto facendo a pezzi i delicati equilibri del mondo del music business.
Il VinylStuff è al verde. I dischi non si vendono più. Si pensa di chiudere.
Tra personaggi bizzarri che frequentano il negozio, piani strampalati atti a risollevare la situazione e una buona dose di ironia, Tata e Hi-Fi ingaggieranno una battaglia epica tra il bene (il vinile) e il male (l’mp3) tra l’analogico e il digitale a suon di note e bytes.

Trentatré Giri vi racconta la storia del clamoroso salto generazionale che il mondo della musica ha vissuto agli inizi del ventunesimo secolo, visto dagli occhi di chi quella battaglia l’ha combattuta per davvero e che (in alcuni casi fortunati) l’ha persino vinta.

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