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Scrittura - Lettura

Paul Auster – Invisibile

Non uno dei migliori lavori di Auster, tuttavia si legge sempre che è un piacere! La storia è un po’ contorta nel senso che si sconfina nella meta narrativa, dove l’autore di fatto scrive di qualcuno che sta scrivendo a sua volta la storia che di fatto stiamo leggendo. Mi è piaciuto anche se non entusiasmato.

Di seguito la sinossi:

Protagonista del romanzo Adam Walker, ingenuo studente della Columbia University e aspirante poeta. Sullo sfondo di un anno – il 1967 – in cui i timori per la guerra nel Vietnam si intrecciano ai primi segnali della rivolta giovanile, Adam viene coinvolto in un perverso triangolo con l’ambiguo professore Rudolf Born e la sua fidanzata Margot. Un’esperienza che non riuscirà a lasciarsi alle spalle neppure quando abbandonerà New York per trasferirsi a Parigi. E a Parigi non dimenticherà neppure la fortissima attrazione per la sorella Gwyn, un incesto a cui Auster dedica alcune delle pagine più intense del romanzo: «Gwyn ti prende la mano, intrecciando le dita nelle tue. Hai paura? ti chiede. Ti rendi conto che tutto deve procedere piano, si deve costruire per incrementi minimi, che a lungo sarà solo una danza titubante, incerta di sì e di no. Quindi saggiate le acque con cautela, un passettino dopo l’altro, sfiorandovi le labbra, e anche se vi siete avvinti in un abbraccio stretto, le mani non si muovono. Passa più di mezz’ora, e nessuno dei due mostra la minima intenzione di smettere. È qui che tua sorella apre la bocca. È qui che apri la tua, e insieme cadete a capofitto nella notte».

 

6/10

 

 

 

 

 

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