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Scrittura - Lettura

James Joyce – Ulisse

Che dire, come molti dei super classici che hanno fatto la storia della letteratura moderna, non è di facile comprensione. Un romanzo in cui ogni frase e perfino ogni parola nasconde un mondo che per la maggior parte dei lettori (come il sottoscritto) non coglierà mai. E’ un opera monumentale ma di difficile comprensione. Credo che avvicinarsi a questo romanzo, necessiti di una cultura al di sopra della media. Di fatto la lettura è pesante, nel senso che non è quel genere di romanzo da leggere sotto l’ombrellone per rilassarsi un po’ (non fate come ho fatto io. Me lo sono portato a Minorca durante la settimana di vacanze!). Credo che contestualizzando la scrittura, si noti fin da subito quanto questa opera sia avanti. Scritta tra il 1914 e il 1922 presenta un stile che è decisamente attuale, forse proprio perché si attribuisce a questo romanzo, il milestone della narrativa moderna. Come mi è già capitato con romanzi quali, Infinite Jest di Wallace, e Underworld di DeLillo, ti rendi conto di avere per le mani un capolavoro, ma allo stesso tempo, capisci che non ti arriverà tutto di ciò che è scritto in quelle pagine. Perché? Mah, forse perchè ci sono dei romanzi che sono troppo avanti e nonostante il lettore medio cerchi di coglierne l’essenza, non è sempre facile riuscirci. Ulisse è un avventura che a mio parere va intrapresa sapendo a cosa si va incontro: qualcosa di difficile comprensione scritto in maniera magistrale! A voi la scelta.

7/10

 

Quarta di Copertina:

Il romanzo è la cronaca di un giorno reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un’umanità rinnovata. L’intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del giorno 16 giugno 1904 – data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà “diventare uomo” – fino alle prime ore della notte della giornata seguente. Il protagonista principale, l’ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo tollerante, di larghe vedute e grande umanità, sempre attento verso il più debole e il diverso, e capace di cortesia anche nei confronti di chi queste doti non userà con lui. Gli altri protagonisti sono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato dalla vita e dalle forze politiche e religiose che lo costringono, Stephen Dedalus – già personaggio principale del libro precedente di Joyce, “Dedalus. Un ritratto dell’artista da giovane” – e Molly Bloom, la moglie dell’ebreo, vera e propria regina del romanzo. “Ulisse” è un romanzo della mente: i suoi monologhi interiori e il flusso di coscienza sono una vera e propria versione moderna dei soliloqui amletici. Si insinuano gradualmente nelle trame dell’opera, fino a dissolvere ogni limite tra narrazione realistico-naturalista e impressione grafica del pensiero vagante.

 

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Alessandro Casalini
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